logo

«Come cantare i canti del Signore?...»

«Come cantare i canti del Signore?...»
L’introduzione al Messale Romano, al numero 41, dice: «Si dia la preferenza al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia romana. Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica». Considerando questa indicazione possiamo porci almeno due domande: 1) Perché preferire il canto gregoriano? 2) Quando gli altri generi di musica rispondono allo spirito dell’azione liturgica?

L’introduzione al Messale Romano, al numero 41, dice: «Si dia la preferenza al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia romana. Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica». Considerando questa indicazione possiamo porci almeno due domande: 1) Perché preferire il canto gregoriano? 2) Quando gli altri generi di musica rispondono allo spirito dell’azione liturgica?

1) Cantare il gregoriano significa fare un cammino spirituale alla luce della Parola di Dio. Esso è canto della Parola! Le antifone gregoriane della Messa sono quasi nella totalità tratte dalla Sacra Scrittura. La sua musica è completamente al servizio della Parola. Esso ci offre i testi della Scrittura e della liturgia. Insegna il Concilio Vaticano II, in SC 24, dalla Scrittura «si attingono le letture […] e i salmi da cantare; dal suo afflato sono permeate le preci, le orazioni e gli inni liturgici». Questa scelta musicale e canora ci pone nel giusto atteggiamento che richiede da noi la liturgia stessa. Non si tratta di cantare qualsiasi cosa, basta che si canti. La liturgia è partecipazione del popolo all’azione di Dio, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica 1069. È Lui che parla, che canta, e ci ammette nella sua Parola, al suo canto. Possiamo chiedere a Balaam, l’indovino biblico di Nm 22-24, di prestarci le sue parole per esprimere, in parafrasi, il suo stesso atteggiamento: Se Dio mi dona di partecipare alla sua Parola, «posso forse dire o fare qualsiasi cosa? La parola che Dio mi metterà in bocca, quella dirò», la sua azione - possiamo aggiungere in fedeltà al contesto -, quella compirò. La Parola-Cristo, l’Azione-Cristo, ecco la liturgia cristiana. La liturgia è bella nella misura in cui lascia apparire Cristo. Lasciare che appaia il Gesto santo di Dio! Il gregoriano, poi, è proprio della liturgia romana, alla quale noi apparteniamo. Esso ci inserisce nella Tradizione, in quella processione plurisecolare di santi che hanno innalzato a Dio la lode proprio con quella musica. La sua potenza e la sua bellezza non vanno spiegate ma provate!

 

2) Gli altri generi di musica quando possono dirsi adatti alla liturgia? Già san Pio X, nel suo documento sulla musica sacra, insegnava: «Tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme».

 

Cantare i testi della Parola di Dio, nei giorni stabiliti dal calendario liturgico, con la musica adatta (che favorisca lo spirito di adorazione e non provochi agitazione), in quella determinata festa, ci immette in compagnia dei discepoli di Emmaus, i quali dal Cristo ascoltarono la spiegazione delle Scritture che parlavano di Lui (cf Lc 24). Cantare quell’antifona o quel salmo in quel giorno rende presente la stessa spiegazione del Signore riguardo a quel testo. Per esempio: l’introito del giorno di Pasqua canta il salmo 138 che nel testo latino dice: «Domine, scrutatus es et cognovisti me, tu cognovisti sessionem meam et resurrectionem meam», che si può tradurre «Signore, tu mi hai scrutato e mi hai conosciuto, tu hai conosciuto il mio riposo e la mia resurrezione». Un testo scritto secoli prima della Pasqua recava in sé nascosto proprio quel fatto: parlava di Cristo e di noi con Lui. Così facciamo l’esperienza di cui parla Gesù: «Voi scrutate le Scritture [...] sono proprio esse che danno testimonianza di me» (Gv 5,39).

 

Fidiamoci della Chiesa e andiamo avanti. Cantiamo e camminiamo!

p. Luciano


Vicariato di Roma
Piazza san Giovanni in Laterano 6/A
00184, Roma
T: +39 0692938760

 

Iscriviti alla newsletter

Compila il form con i tuoi dati per iscriverti alla nostra newsletter e ricevere gratuitamente aggiornamenti su celebrazioni e concerti
 

 

Privacy Policy - Cookie Policy

Coro della Diocesi di Roma | Copyright © 2017 - Powered by NOVA OPERA