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V Domenica del Tempo Ordinario

Venerdì, 06 Febbraio 2015

La liberazione degli indemoniati e la guarigione delle malattie operate da Cristo sono segno che gli ultimi tempi sono venuti e che il Regno di Dio è in mezzo a noi (vangelo). La guarigione non è l’atto di un taumaturgo, ma il gesto del salvatore degli uomini; è in certo modo l’anticipazione della vittoria decisiva del «passaggio pasquale», alla quale il credente già partecipa, la vittoria dell’uomo nuovo che, sotto l’azione dello Spirito Santo, fa ritornare tutte le cose nella loro verità, secondo il disegno del Padre. L’esperienza di una malattia o di una situazione di pericolo fa parte del bagaglio di ogni uomo. In una società secolarizzata il dilemma tra rivolgersi al medico o ricorrere alla preghiera o accendere una candela, non si pone. Ciò non vuol dire che sia scomparso il senso religioso, e che tutto questo sia segno di ateismo. Forse è cambiato semplicemente il modo di incontrarsi con Dio. Nel quadro della fede Cristo è liberatore-vincitore della morte attraverso la sua risurrezione. La sua vittoria è radicale ma allo stato potenziale. Compito dell’uomo «nuovo» è rendere consistente questa vittoria di Cristo. Vincere la malattia attraverso la ricerca scientifica può diventare un modo di «vivere la risurrezione di Cristo». Debellare una malattia, eliminare una piaga sociale è simbolo-sacramento della liberazione a cui il Padre conduce l’umanità.

V Domenica del Tempo Ordinario

 

ANTIFONA

Sal 94,6-7

Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio.

PRIMA LETTURA

Gb 7, 1-4. 6-7

Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse: «L'uomo non compie forse un duro servizio sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario? Come lo schiavo sospira l'ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d'illusione e notti di affanno mi sono state assegnate. Se mi corico dico: "Quando mi alzerò?". La notte si fa lun­ga e sono stanco di rigirarmi fino all'alba. I miei giorni scorrono più veloci d'una spola, svanisco­no senza un filo di speranza. Ricòrdati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene».

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 146

Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d'Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

SECONDA LETTURA

1 Cor 9, 16-19.22-23

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch'io.

VANGELO

Mc 1, 29-39

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini. perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

  • Ingresso:

    Venite, applaudiamo al Signore (Frisina "Benedici il Signore")
    Tu sei il Cristo (Frisina "Tu sei il Cristo")
    Venite, adoriamo il Signore (Frisina "Non di solo pane")
    Redentore delle genti (Frisina "Stillate cieli dall'alto")

  • Salmo: Download
  • Offertorio:

    Dove la carità è vera (Frisina "Cristo è nostra Pasqua")
    Tu che abiti al riparo dell'Altissimo (Frisina "Tu sei il Cristo")
    Umiliò se stesso (Frisina "Chi ci separerà dall'amore di Cristo?")

  • Comunione:

    Dio carità (Frisina "Tu sei il Cristo")
    Dal profondo a te grido (Frisina "Tu sarai profeta")
    Pane di vita nuova (Frisina "Pane di vita nuova")

  • Finale:

    Regna il Signore (Frisina "Sacerdote per sempre")
    Sotto il tuo manto (Frisina "Tu sarai profeta")


Vicariato di Roma
Piazza san Giovanni in Laterano 6/A
00184, Roma
T: +39 0692938760

 

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