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Signore traduce nella liturgia il termine greco Kyrios e quella ebraico Yahwè. Quest’ultimo è il nome di Dio rivelato da lui stesso a Mosè, il nome misterioso e irripetibile. Nella Bibbia greca il termine viene tradotto con Kyrios ovvero il Signore; Gesù riceve nel nuovo testamento lo stesso titolo di Kyrios, Signore, che esprime la sua realtà di Risorto e di Signore della storia e del mondo. Questo termine esprime dunque la grandezza di Dio, la sua bellezza, la sua onnipotenza, ma anche la sua misericordia, il suo amore senza limiti, che Cristo ci ha manifestato. Cantare che il nome di Dio è Signore significa affermare con forza e con gioia che Dio è tutto questo, che la sua presenza per noi è salvezza e amore, misericordia e onnipotenza, luce e vittoria. Questa raccolta vuole essere un invito gioioso a contemplare questo amore infinito di Dio per noi che illumina la nostra vita, anche quando essa è immersa nelle tenebre del peccato, portandovi la salvezza, aprendo innanzi a noi il mare per farci entrare nella terra promessa di Cristo. Mons. Marco Frisina
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sito a cura Maria Morabito & Riccardo Rossi Crediti
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