Mercoledì 05 Ottobre 2011 12:24

Cantate al Signore un canto nuovo. Pregare cantando i Salmi

Scritto da  Domenico Fittipaldi
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Al via il 5 ottobre una ciclo di meditazione sui salmi «Cantate al Signore un canto nuovo. Pregare cantando i Salmi». Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta WebTV! in modalità multipiattaforma.  

 

Che si possa pregare attraverso la musica ne è convinto anche Agostino. Anzi, il santo d’Ippona va oltre e rilancia: «Chi canta prega due volte». Una tesi che sposa, e come non potrebbe, anche monsignor Marco Frisina, compositore, direttore del Coro diocesano di Roma e rettore della chiesa di Santa Cecilia in Trastevere. E proprio nel luogo in cui è sepolta la patrona della musica il sacerdote darà il via, mercoledì 5 ottobre, al ciclo di meditazioni «Cantate al Signore un canto nuovo. Pregare cantando i Salmi»

Scrigno di capolavori dell’arte, dal ciborio gotico di Arnolfo di Cambio a «La Decollazione di Santa Cecilia» di Guido Reni, la basilica farà da scenografia alle meditazioni di don Marco, «in un quartiere che è simbolo del divertimento giovanile come spesso, purtroppo, è teatro di violenze». Portare i giovani a pregare qui, «vuole quindi significare che certi territori della città possono essere goduti anche per cose più alte». 

Quanto alla ragione dell’iniziativa, nata con la collaborazione delServizio diocesano per la pastorale giovanile e del Coro della diocesi del Papa, monsignor Frisina spiega come «l’incontro con Dio riempia il cuore dell’uomo», instillando in esso «il desiderio di cantare». «Salmo» è parola che deriva dal greco «psallo», cioè «scuotere» e quindi «toccare le corde di uno strumento musicale». Da lì, infine, «cantare». «E i salmi sono tanti, ognuno adatto ad una circostanza diversa - chiarisce il sacerdote -, ma tutti sono un riassunto della preghiera cristiana». Ricchi di immagini, «fanno riferimento a Cristo ed è bello conoscerli ed innamorarsene». A proposito del tema del primo incontro (Salmo 42, «Come la cerva anela ai corsi d’acqua»), «l’acqua che disseta è il desiderio di Dio, presente anche in Agostino, là dove dice «l’anima mia è inquieta finché non riposa in te». Ed è solo in questa dimensione - sintetizza monsignor Frisina - che ci si può dissetare, altrimenti non si vive che di desideri». Il fine di queste meditazioni sta allora «nell’imparare a conoscere le preghiere» e magari far crescere la spiritualità negli uomini per «trasformarla in qualcosa di più profondo». 

«La parte divertente - assicura don Marco - è però nel finale, quando a serata conclusa sapremo cantare insieme», proprio grazie allo storico Coro della diocesi che, sorta di fucina per lo spirito, in questi 28 anni di vita ha visto fiorire molte vocazioni. «Sarà anche merito della vicinanza con la liturgia - ipotizza il direttore -, al cui servizio è votato il nostro canto, come pure sarà grazie agli incontri di formazione che facciamo e che ogni tanto ci danno frutti così preziosi». 

Sta di fatto che in tanti, uomini e donne, hanno abbracciato la fede e varcato la soglia di un monastero o di un seminario. Un migliaio, invece, i coristi non professionisti che si sono alternati in questo lungo arco di tempo davanti a platee importanti

Proprio come è accaduto nel giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II o come accade ogni anno, a Natale, per il tradizionale concerto a San Giovanni in Laterano, quando la basilica si riempie fino all’indicibile. Mai pago, nei progetti di monsignor Frisina ci sono però altri due appuntamenti musicali da ritualizzare: un oratorio, per la quarta domenica di Quaresima, «sempre con sottolineatura vocazionale», e un grande concerto sul sagrato del Laterano in occasione della festa di San Giovanni a giugno, vero e proprio atto d’amore per 
Roma.

fonte: Romasette.it

1 Commento

  • Link del commento Giovanna Rondinara Mercoledì 05 Ottobre 2011 14:48 inviato da Giovanna Rondinara

    Caro Don Marco,
    Grazie! Grazie che proprio in questo periodo hai organizzato la meditazione sui salmi,sai a volte anche nelle piccole parrocchie di periferia, alcuni fedeli perdono l'orientamento e pensano di cantare perchè sono "bravi", sono circa 3 anni che puntualmente devo ricordare ai miei amici che stiamo pregando al Signore e questo è l'unico obiettivo da non dimenticare mai. Poi mi pento e penso di aver giudicato e questo loso, non si fa, ma a volte ci sono reazioni che proprio non riesco a capire, persone di una certa età che dovrebbero, farmi da esempio, che si comportano come bambini, parlo sempre per un discorso di coro liturgico, voglio specificarti che il nostro piccolo coro è formato da circa 19 persone di diversa età, ma sanno cantare veramente, cioè pause,tempi,note, 3 persone. Ti chiedo semplicemente un messaggio di conforto, magari le tue meditazioni sui salmi. Grazie, Gianna.

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