mons. Marco Frisina

mons. Marco Frisina

La cultura contemporanea sembra spesso distogliere la nostra attenzione dal sacro, sembra sempre tesa a profanizzare, banalizzare, squalificare le espressioni sacre per renderle troppo quotidiane.
Il Triduo Pasquale ci immerge profondamente nel cuore del mistero della salvezza, nel punto preciso in cui si realizza la nostra redenzione, cioè quel momento “cruciale” per l’intera umanità che si identifica con la Pasqua e con il suo Mistero.
L’oscurità della notte fu squarciata dalla luce potente che con il suo calore e la sua bellezza avvolse i pastori di Betlehem. Nel gelo notturno la fatica era sicuramente più pesante da sopportare e la custodia del gregge più difficile da svolgere perché la pesantezza del giorno passato a camminare e a guidare le pecore gravava sugli occhi e sul cuore di questi pastori di Giudea. Ma il cielo si aprì su di loro lasciando filtrare quella luce del cielo che l’uomo attendeva da così tanto tempo, che il loro cuore aspettava per poter ritrovare la gioia perduta, la speranza dimenticata.
Una chiesa parrocchiale che ninnova i fasti delle basiliche bizantine. Le chiese di Roma non sono soltanto basiliche rinascimentali o capolavori barocchi. Ci sono molti edifici che occupano una loro collocazione nella storia architettonica della città. Tra queste sicuramente bisogna ricordare quella di San Roberto Bellarmino.
La chiesa fu dedicata alla Vergine dopo un miracolo. Se penetriamo per le stradine adiacenti piazza Navona, affollate di turisti e di botteghe antiquarie, e penetriamo nel cuore della Roma rinascimentale e barocca, ci imbattiamo in una delle piazzette più suggestive della città: quella su cui sorge la chiesa di Santa Maria della Pace.
Per ogni artista fare arte è un’intima necessità, un naturale bisogno del proprio mondo interiore che dal profondo preme e si agita aspettando il momento di esprimersi, di uscire allo scoperto, di vedersi realizzato in un’opera concreta.
Tra tutte le arti, la musica è la più lieve, aerea, inconsistente. Non si tocca, non si vede, non si può contenere o imprigionare, ma la si ascolta, facendola entrare nel cuore e nella mente, facendoci toccare e coinvolgere da essa in un’esperienza totale e nello stesso tempo astratta.
In ogni secolo e cultura i cristiani hanno voluto cantare la loro fede, esprimendo la bellezza del Vangelo con melodie sublimi, capaci di toccare il cuore del credente e di innalzarlo fino a Dio.L’inizio di tutto questo è nella Bibbia. I cantici, che punteggiano l’intera storia biblica, esprimono lo stupore dinanzi ai grandi avvenimenti della salvezza.

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