Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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La Bibbia, dalle prime pagine della Genesi fino alle ultime dell'Apocalisse, ci presenta l'uomo in balia della tentazione, dilaniato fra il bene e il male, fra Dio e satana.
Gesù stesso, Figlio di Dio fatto uomo, fu ripetutamente tentato da satana. Quali sono le armi per vincere questa lotta? Quelle stesse usate da Gesù!
Per Gesù la prima arma fu la parola di Dio. A ciascuna delle tre grandi tentazioni da lui subite (Mt 4) lo sentiamo rispondere con la Bibbia: "Sta scritto". La prima arma per vincere Satana è la Bibbia ascoltata, letta assiduamente e meditata ogni giorno. San Paolo ci esorta: "Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo... Prendete la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio" (Ef 6,11-17).
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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La parola "debito" ha un significato molto ampio e include tutto quanto dovevamo fare e non abbiamo fatto.
E' più dell'offesa perchè include i peccati di omissione; è più del debito, del torto e del peccato.
E' la smisurata distanza che separa la nostra povera vita reale dalla santità alla quale siamo chiamati come figli di Dio: "Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5,48). Siamo "nati da Dio"(Gv 1,13) e siamo "partecipi della natura divina" (2Pt 1,4): quindi dobbiamo vivere come Gesù Cristo.
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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Il pane quotidiano è tutto quanto è necessario all'uomo per esere uomo nel senso più pieno della parola.
L'uomo non vive di solo pane materiale (Dt 8,3). Gesù, nel vangelo secondo Giovanni, ci dà il significato totale di questa domanda, quando dice: "Mio padre vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo!'. Allora gli dissero: 'Signore, dacci sempre questo pane!'. Gesù rispose: 'Io sono il pane della vita: chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete" (Gv 6,32-35).
Ma queste grandi realtà (la parola di Dio e l'eucaristia) non mettono in ombra la richiesta fiduciosa dell'umile pane della nostra tavola. Il pane quotidiano è un dono di Dio ai suoi figli perchè arrivino fino a domani e, giorno dopo giorno, giungano all'appuntamento definitivo del banchetto eterno dove Cristo stesso si cingerà le vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli (Lc 12,37).
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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Evidentemente i cieli presentati come termine di paragone non sono solamente quelli visibili, ma sopratutto quelli invisibili: gli angeli e i santi che compiono perfettamente la volontà di Dio.
Noi desideriamo e chiediamo che Dio sia glorificato dalla libera adorazione dei suoi figli in terra, come è glorificato dall'evoluzione meravigliosa del sole, della luna e delle stelle e ancor più dalla lode armoniosa e perenne dell'assemblea dei santi.
./. segue: Dacci oggi il nostro pane quotidiano...
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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Questa, come la preghiera di Gesù nel Getsemani, non è una preghiera di rassegnazione, ma un appello a Dio perchè compia liberamente la sua volontà, che è la migliore di tutte: il Padre infatti vede (Mt 6,6), sa (Mt 6,8) e ci ama (Gv 16,27). La sua volontà è l'espressione della sua sapienza e del suo amore infinito.
Il Padre è solo amore e tutto amore, e non può volere altro che amarci. Noi, invece, siamo egoisti, chiusi e impazienti; non sappiamo bene che cosa vogliamo realmente, siamo peccatori, continuamente attirati verso scelte di peccato anche quando preghiamo, se chiediamo secondo la nostra volontà. Alla fine dei nostri sentieri capricciosi, constatiamo di essere infelici e nudi come Adamo ed Eva. Cristo, in agonia, ha pregato: "Padre mio ... sia fatta la tua volontà" (Mt 26,42).
Tutta la sua vita si racchiude in questo "si" incondizionato: "Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato" (Gv 6,38).
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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Gesù ha detto esplicitamente: "Il mio regno non è di questo mondo... il mio regno non è di quaggiù" (Gv 18,36).
Il regno quindi è escatologico: è lo stato definitivo del mondo quando il granello di senape, la chiesa, avrà raggiunto la sua statura e la sua maturità piena (Mt 13,31-32); quando il Padre sarà riconosciuto da tutti, quando il Figlio sarà il Signore di tutti, e lo Spirito santo sarà la vita di tutti; insomma, quando la salvezza sarà completamente realizzata, la mietitura portata a termine (Mt 13,30) e la sala del banchetto riempita di commensali (Lc 14,23).
La chiesa, pertanto, non è ancora il regno perchè troppi sono ancora i posti vuoti, troppi i peccati. Ma nella chiesa il regno è in cammino, perchè esso comincia da questo mondo, nei cuori, nella vita, nelle comunità di coloro che la fede e il battesimo ha "illuminati".
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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Il nome è la persona in quanto è conosciuta, amica, la persona su cui si può affettuosamente contare perchè ci ama, colui che si può chiamare per nome. Per questo il nome di Dio è la maniera biblica tradizionale per indicare rispettosamente il suo essere. Gesù, quindi, ci fa dire al Padre: "Che la tua persona sia santificata", "Che tu sia santificato".
Ma è evidente che non possiamo aggiungere nulla alla santità infinita di Dio. L'espressione "Sia santificato il tuo nome" può essere compresa solo così: "Che tu sia rispettato, predicato, manifestato, riconosciuto per quello che sei: l'amore stesso.
Rivela la tua santità, ossia il tuo amore". In questo senso appunto Dio proclama per mezzo del profeta Ezechiele: "Santificherò voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore - parola del Signore Dio quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e serete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi. Abiterete sulla terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. Vi libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò l grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la carestia" (Ez 36,23-29).
Posted by: Cesira Tanturri
on 26 Ago 2010
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Questa preghiera è profonda e semplice come Dio stesso, come il vangelo che essa sintetizza in poche righe. Dire il Padre Nostro "in spirito e verità" (Gv 4,23-24) significa entrare nella profondità e nell'immensità dell'amore di Dio, nella conversione totale al Padre, nel movimento filiale di obbedienza amorosa a lui.
Padre nostro che sei nei cieli
Gesu' ci ha insegnato: "Voi siete tutti fratelli e non chiamate nessuno padre sulla terra, perchè uno solo è il Padre vostro, quello del cielo" (Lc 23,8-9). Un solo Padre di tutti, il nostro Padre comune. Non è possibile, quindi, dire il Padre nostro al di fuori della fraternità; non è possibile trovare accoglienza in Dio quando non abbiamo nel cuore tutti gli altri suoi figli, gli uomini nostri fratelli. Leggiamo, infatti, nella prima Lettera di Giovanni: "Chi ama Dio ami anche il suo fratello " (1Gv 4,21). Chi mette da parte i propri fratelli, con essi mette da parte anche il presentarsi al Padre nel suo nome. Con Gesù e con tutti i fratelli fin dalla prima parola del Padre nostro! Il Padre nostro è comunitario: è la preghiera della grande famiglia di Dio.
Gesù ci assicura che il Padre suo è anche Padre nostro. Ma Padre a quale titolo? Dio è il creaore del mondo e dell'uomo, la sorgente della vita.
Posted by: Cesira Tanturri
on 21 Giu 2010
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Introduzione:
Concentrata nella preghiera furono trasmesse ad un'anima pia e privilegiata le seguenti promesse del signore a chi non riceve i suo sacratissimo corpo nella mano. Per ora l'identità della persona non sarà svelata dato ciò che è successo di recente.
Nota preliminare:
Posted by: Cesira Tanturri
on 07 Giu 2010
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San Pietroburgo (5.000.000 di abitanti - la Russia ne ha 145.000.000) è una città con una storia breve di soli 300 anni, fondata nel 1700 circa dallo Zar Pietro tra due fiumi, solcata da una varietà infinita di canali e da decine di ponti che uniscono le varie isole affacciate sul Mar Baltico nel Golfo di Finlandia a soli 800 Km dal Polo Nord (Una "Venezia" dell'Est!!!) con 29 giorni di sole ogni anno.
In alcuni periodi dell'anno la notte è brevissima, la temperatura invernale puo' raggiungere i -30° il vento polare soffia micidiale e l'estate può essere molto calda e umidissima fino al 90% circa.
Usano soltanto l'elettricità per le loro necessità perchè il Gas puo' far scoppiare i palazzi ermeticamente chiusi; all'interno la temperatura invernale deve essere di circa 40° per riscaldare le mura che potrebbero spaccarsi con il gelo esterno; gli incendi invernali sono una grande preoccupazione perchè l'acqua gela e ...