Sabato 24 Dicembre 2011 10:28

Don Tonino Bello - Tanti auguri...scomodi!

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Pubblicato in Coro News
Mercoledì 21 Dicembre 2011 20:44

Piccola riflessione sul Natale

Se prendessi un uomo dall’altra parte del mondo totalmente estraneo alla nostra cultura e costui gettasse uno sguardo oltre la mia finestra, capirebbe immediatamente che sta succedendo qualcosa...
Pubblicato in Coro News
Lunedì 19 Dicembre 2011 23:01

Una Luce nella notte

“La luce del mondo brilla in una grotta…” così cantiamo sulle note di S. Alfonso M. De’ Liguori. In questi giorni mi torna spesso in mente il concetto di “luce”. In questo periodo rimaniamo spesso incantati a osservare le lucine colorate che esprimono il tempo del Natale: l’albero addobbato che risplende di tante luci, la stessa cometa fatta di tantissime lampadine, le luminarie che decorano le nostre strade, le vetrine scintillanti e così via.
Pubblicato in Chiesa Cattolica News
Lunedì 05 Dicembre 2011 23:52

Avvento: fra conversione e attesa

Roma si è vestita di autunno. Passeggiando per le vie del centro, anche un cittadino frettoloso deve fare i conti con una città che da qualche settimana ha cambiato abito. Tempo nuvoloso, foglie per i viali, una simpatica tramontana che soffia e punge, profumo di caldarroste, vetrine che si illuminano di mille luci colorate: è l’aria del Natale. L’Avvento è ormai iniziato da due settimane. La prossima domenica sentiremo già vicina la Solennità della nascita di Gesù: il viola si stempera col bianco della festa per dare quel colore liturgico “rosa”, che è come una boccata d’aria lungo il cammino verso la venuta del Cristo.
Martedì 12 Gennaio 2010 11:52

Battesimo del Signore

Durante le feste natalizie ci siamo scambiati con gioia, tra amici e parenti, gli auguri desiderando, gli uni per gli altri, le cose più belle che riempiono il cuore di serenità e di pace. Qualcuno l'ho visto preoccupato di consultare l'oroscopo, qualche altro ha affidato alla "sorte" il nuovo anno con la speranza, magari, di vincere finalmente un mucchio di milioni alla lotteria. Quando la gente, con volto mesto, manifestava questi "mesti" desideri mi veniva voglia di gridare loro "Abbiamo ricevuto il dono più grande, lo possediamo fin da quando i nostri genitori decisero battezzarci: siamo Figli di Dio."Il vangelo di questa domenica fa memoria del battesimo di Gesù che fa da collegamento tra le feste natalizie e il "tempo ordinario". C'è un legame profondo, anche se non immediato, tra il battesimo di Gesù e il nostro battesimo che ci offre l'opportunità di rinnovare oggi la nostra fede, la nostra appartenenza alla chiesa, il nostro "essere figli" adottivi del Padre.Il battesimo di Gesù, considerato una seconda epifania ( = manifestazione ) conclude la fase di silenzio della vita di Gesù e inaugura la nuova fase: la vita pubblica, l'inizio della sua missione come Salvatore e Redentore che tocca la storia di ogni uomo.
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Giovedì 07 Gennaio 2010 09:47

Epifania del Signore

Non molto tempo fa abbiamo celebrato il giorno in cui il Signore è nato dai Giudei; oggi celebriamo il giorno in cui è stato adorato dai pagani. Poiché la salvezza viene dai Giudei (Gv 4, 22); ma questa salvezza (sarà portata) fino agli estremi confini del mondo (Is 49, 6). In quel giorno lo adorarono i pastori, oggi i magi; a quelli lo annunciarono gli angeli, a questi una stella. Tutti e due l’appresero per intervento celeste, quando videro in terra il re del cielo, perché ci fosse gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà (Lc 2, 14).
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Sabato 19 Dicembre 2009 10:49

Natale del Signore

L’oscurità della notte fu squarciata dalla luce potente che con il suo calore e la sua bellezza avvolse i pastori di Betlehem. Nel gelo notturno la fatica era sicuramente più pesante da sopportare e la custodia del gregge più difficile da svolgere perché la pesantezza del giorno passato a camminare e a guidare le pecore gravava sugli occhi e sul cuore di questi pastori di Giudea. Ma il cielo si aprì su di loro lasciando filtrare quella luce del cielo che l’uomo attendeva da così tanto tempo, che il loro cuore aspettava per poter ritrovare la gioia perduta, la speranza dimenticata.
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